Mons. Sorondo: il traffico di organi è un crimine contro l’umanità

 

Si tiene in Vaticano, presso la Casina Pio IV, la due giorni sul traffico di organi e il turismo dei trapianti. All’evento, organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze, partecipa anche un rappresentante della Cina, accusata in passato di espianti illegali di organi. Il fenomeno appare più preoccupante di quello che i numeri ufficiali dicano. Il servizio di Giancarlo La Vella:

 

 

“Questi sono veri e propri crimini di lesa umanità che devono essere riconosciuti tali da tutte le autorità religiose, politiche e sociali, e sanciti dalle leggi nazionali e internazionali”. Sono le parole di Papa Francesco che ha fatto della lotta al traffico degli organi umani uno dei temi forti del suo Pontificato. L’incontro alla Pontificia Accademia delle Scienze, ispirato dal Santo Padre, alla presenza di studiosi ed esperti di tutto il mondo, vuole dare risposte concrete a un fenomeno in preoccupante e dilagante aumento, strettamente legato ad altre drammatiche piaghe: le migrazioni forzate, la povertà che stride di fronte alla ricchezza eccessiva, lo sfruttamento. Mons. Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze:

“Siamo riusciti anche ad aprire la discussione alle Nazioni Unite e questo ha fatto sì che, per la prima volta nella storia dell’Onu, sia stato riconosciuto che esiste la piaga del traffico umano, che si manifesta nelle nuove forme di schiavitù, nella forma del lavoro forzato, specialmente dei bambini, e nella forma anche del traffico di organi. Adesso i 193 Paesi che sono al Palazzo di Vetro hanno un nuovo imperativo morale. Naturalmente la prima cosa che tutti hanno osservato oggi è che c’è molto silenzio intorno ad esso! Si tratta di una pratica che non si può fare senza la complicità dei medici e quindi abbiamo affrontato il tema della coscienza dei medici. Soluzioni pratiche? Intanto dire chiaramente che questo è un crimine contro l’umanità, perché se non si dice questo la gente si confonde. Ma togliere un organo ad una persona, nel modo così cosciente come si fa, è un crimine contro l’umanità!”

Un crimine contro l’umanità che vede, come prima causa, lo sfruttamento delle situazioni di indigenza da parte di chi ha invece disponibilità. In mezzo c’è la criminalità che sfrutta le diseguaglianze sociali per trovare nuove forme illegali di guadagno. Sentiamo l’argentino Gustavo Vera, attivista per i diritti umani, docente e politico:

Muchos pobres en el mundo donan voluntariamente sus organos, que son recibo por muchos ricos…

“Molti poveri nel mondo danno volontariamente i propri organi, che vengono acquistati da molti ricchi. E quindi la distribuzione degli organi non è assolutamente equa! Si tratta di pratiche abusive, che possono apparentemente sembrare legali, ma in realtà nascondono un traffico illecito! Ci sono casi in Asia, in Africa, che sono stati anche denunciati; si cercano persone vulnerabili, portandole a vendere i propri organi, perché sono disperate economicamente. Per risolvere questa piaga bisogna che questo tema diventi pubblico e che si cominci a lavorare in rete, in cooperazione tra le organizzazione della società civile e gli Stati. In secondo luogo bisogna far sì che gli organi smettano di essere una mercanzia e diventino un dono, un diritto umano per tutti. Infine è necessario garantire che la distribuzione degli organi avvenga in accordo con le necessità della popolazione, che non segua cioè la logica di chi ha più denaro. Gli organi non possono essere un mercato!”

All’incontro in Vaticano partecipa anche la Cina, accusata in passato di alimentare il traffico di organi, prelevandoli dalle persone condannate a morte. Dal 2015 nella Repubblica Popolare c’è una legge che consente solo donazioni volontarie, ma ci sono ancora passi importanti da fare: le cifre tra donatori e trapianti appaiono infatti ancora fortemente squilibrate.

 

 

(fonte: Radio Vaticana)

 

 

 

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