La Granfondo Roma vista con gli occhi di un ciclista speciale

 

La mia prima Granfondo Roma è stata un` esperienza unica e indimenticabile che inizia ben presto il mattino con la sveglia che suona già alle 5 per i rituali preparativi che una gara esigente come questa comporta.

I momenti prima della partenza sono un susseguirsi di emozioni uniche, a iniziare dalla suggestiva location in via dei Fori Imperiali col Colosseo alle spalle, un luogo di partenza unico al mondo di cui ho un ricordo fantastico.

Lo speakers che a suon di musica incita i cinquemila partenti, e l’adrenalina che si alza quando il conto alla rovescia da l‘inizio alla gara vera e propria. Da lì in poi insieme ai tuoi tanti compagni di viaggio che ti accompagneranno, avrai come fedele alleato soprattutto la tua mente e le tue gambe che ti daranno la forza di superare salite ripide e discese veloci, dove devi mettere sul campo tutti i sacrifici sostenuti per i duri allenamenti che ti hanno consentito di arrivare al meglio a una gara dove non si inventa nulla e non ti fa nessun tipo di sconto proprio per la durezza del percorso.

Negli ultimi chilometri le emozioni che ti passano per la mente sono tantissime, pensi e ripensi i momenti difficili della gara, i “muri” che hai dovuto affrontare, con pendenze vicine al 18 %.Quando tagli la linea di arrivo è una liberazione ma allo stesso tempo una gioia infinita e una soddisfazione tale che ti consente di migliorarsi sempre di più e di trovare nuovi stimoli per tagliare traguardi sempre più importanti.

Per coprire i 120 km che prevede il percorso, il cronometro fa segnare un tempo di 3 ore 52minuti e 32 secondi e la 353esima posizione in classifica generale, mentre la somma delle 4 cronoscalate, dove viene stilata anche una classifica a parte, fa segnare un tempo di 36 minuti e 24 secondi e la 262esima posizione assoluta. Che dire una gara fantastica in tutti i sensi, dal risultato ottenuto e dall’ottima organizzazione della manifestazione.

Nino Raffa

 

 

Un ringraziamento particolare va a chi ha permesso di essere al via, al Centro Nazionale Trapianti e all’Aned Sport. Ma soprattutto ai familiari del mio donatore, che col loro gesto hanno permesso di farmi rivivere una nuova vita.

 

 

La videointervista

 

 

(fonte: Trapianti.net)

 

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