IL COLLOQUIO CON I FAMILIARI DEL POTENZIALE DONATORE, UN'ESPERIENZA DI SUCCESSO

 

Nella donazione di organi e tessuti il miglioramento del tasso di consenso è una componente chiave per i programmi di trapianto e il colloquio con i familiari rappresenta uno dei punti più critici di tutto il processo. Generalmente gli operatori sanitari che si occupano di procurement hanno ricevuto una formazione specifica in questo senso, ma è sempre un'esperienza delicata che può essere influenzata da diversi fattori. Alcune famiglie dei potenziali donatori possono infatti manifestare la loro opposizione al prelievo degli organi, soprattutto se il loro caro non aveva espresso in vita la sua volontà ed è difficile interpretarla in quei momenti caratterizzati quasi sempre dalla morte improvvisa. L'esperienza comunque insegna che se la procedura è ottimizzata e il personale ha una preparazione e una formazione adeguate, il tasso di opposizione potrebbe diminuire.

è importante quindi avere il giusto tempismo per la proposta di donazione e seguire un'impostazione appropriata, fornendo, al contempo, sostegno emotivo e informazioni specifiche, soprattutto per quanto riguarda la natura della morte a causa delle lesioni cerebrali. Questo è ritenuto da tutti un aspetto fondamentale perché durante i colloqui emerge spesso la difficoltà da parte dei familiari a comprendere e accettare il concetto della morte diagnosticata con criteri neurologici e quindi prendere coscienza della sua certezza. Per di più non è facile essere esaustivi ed efficaci in quei momenti, anche perché l'evento traumatico è quasi sempre improvviso e inaspettato e il poco tempo a disposizione non facilita il compito.

In ogni caso, una volta ottenuta la ragionevole certezza della comprensione della morte del loro caro da parte dei familiari, si affronta il tema della donazione e il colloquio assume un ruolo centrale e per questo non può essere improvvisato: richiede anzi un'accurata pianificazione, una specifica metodologia e deve seguire, necessariamente, alcuni step (Caballero F, et al., Family interview guide for requesting organ donation for transplantation and evaluation using the appraisal of guidelines research and evaluation (agree II) instrument. Organs, Tissues & Cells 2012).

In questo articolo gli autori riportano la loro esperienza presso l'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e, descrivendo l'approccio da loro adottato, forniscono contestualmente diversi consigli. Anzitutto, la richiesta non deve mai essere affrettata: è necessario, infatti, rispettare una tempistica corretta e il colloquio di donazione non dovrebbe essere mai iniziato con una richiesta diretta, ma chiedendo ai familiari di descrivere la figura del loro caro in una narrazione della sua vita e delle sue abitudini, il tutto in un locale che garantisca tranquillità e riservatezza.

Dopo aver lasciato il giusto tempo ai familiari per descrivere la figura del loro caro e delle sue abitudini, si cerca di dare loro un supporto per aiutarli ad interpretarne la volontà in merito alla donazione, nel caso la stessa non fosse documentata, mentre se quest'ultima lo è fa fede la volontà del defunto e i familiari non possono opporsi o cambiare le sue decisioni: in ogni caso è comunque importante la condivisione con la famiglia mediante il colloquio.

Gli autori descrivono quindi la procedura da loro adottata per una corretta comunicazione della morte e per la richiesta di donazione ai familiari dei potenziali donatori, basata appunto sulla narrazione descrittiva della figura del defunto da parte dei familiari, che ha permesso loro di raggiungere nel 2015, il minimo storico di opposizioni (15%). La flow-chart dagli stessi predisposta, descrive tutti gli step da seguire che, nell'articolo, vengono ampiamente dettagliati.

Alla luce di questa preliminare esperienza, gli autori ritengono che, invitando i familiari ad utilizzare la narrazione descrittiva della figura del defunto, si possa aiutarli meglio ad inquadrarne la personalità e il pensiero, fornendo loro degli elementi utili per interpretarne la volontà. Insomma, un nuovo approccio pratico e professionale che, nella loro esperienza, ha dato ottimi risultati e che, a loro avviso, può essere adottato e riprodotto da tutti coloro che si trovano in tali situazioni.

 

(fonte: Cossolini M, Aliprandi M. Busi I, Valetti M, et al., Il colloquio con i familiari del potenziale donatore di organi e tessuti: istruzione operativa aziendale. Trapianti 2016; 20(1):10-15)

 

N.B. Le news sono un riassunto fedele dell'articolo originale e non riflettono la posizione ufficiale del Centro Nazionale Trapianti

 

(fonte: Trapianti.net)

 

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