NEOPLASIE NEI PAZIENTI TRAPIANTATI DI ORGANI SOLIDI, UNO SGUARDO D'INSIEME

 

Nei pazienti sottoposti a trapianto di organi solidi il tasso di decessi per cancro è più elevato rispetto alla popolazione generale. È quanto afferma un nuovo studio Canadese, pubblicato online da JAMA Oncology. Nancy N. Baxter, dell'Università di Toronto, e coautori, hanno analizzato i tassi di mortalità per cancro nei pazienti sottoposti a trapianto d'organo in Ontario, nel corso di un periodo di 20 anni tra il 1991 e il 2010. Gli autori hanno identificato 11.061 riceventi trapiantati di organi solidi, tra cui rene (6516), fegato (2606), cuore (929) e polmone (705) e 3.068 decessi, 603 dei quali sono stati correlati al cancro. I risultati dello studio suggerirebbero un aumentato rischio di morte per cancro rispetto alla popolazione generale, a prescindere dall'età, dal sesso, dall'organo trapiantato e dal momento del trapianto.

Il rischio è rimasto elevato anche quando i pazienti con pregresse neoplasie pre trapianto sono stati esclusi dallo studio. «Nonostante il fatto che i solid organ transplant recipients (SOTRs) abbiano aspettative di vita più brevi e un più alto rischio di morire per cause non correlate ai tumori, in questi pazienti si è osservato un più elevato rischio di morte per cancro (è stata la seconda causa di morte) rispetto alla popolazione generale. Quindi, affrontare con decisione il rischio di neoplasie in questi pazienti, attraverso la prevenzione, la sorveglianza clinica e le modalità di trattamento, è di fondamentale importanza per migliorare la sopravvivenza», affermano gli autori. In un editoriale di accompagnamento Marianne Schmid, dello University Medical Center Hamburg-Eppendorf, in Germania, scrivere: «Il rapporto di Acuna e colleghi solleva diverse questioni importanti che rimangono però senza risposta; stabilire un'associazione tra il trapianto di organi solidi e la morte per il cancro senza fornirne una spiegazione, resta provocatorio e solleva solo ulteriori dubbi».

«Studi passati possono anche avere sottovalutato il cancro come causa di morte dato l'elevato numero di casi con causa di morte sconosciuta, tuttavia - continua la ricercatrice, «nei casi di decessi per cancro, indagare di più permette di differenziare tra recidiva di una neoplasia pre trapianto e la morte per una neoplasia de novo».
Questa, in effetti, è una distinzione fondamentale perché molti trapiantati di fegato infine muoiono della stessa malattia che aveva rappresentato l' indicazione al trapianto. Insomma, sembra che non ci sia una condivisione di vedute tra la posizione degli autori dello studio e chi lo commenta. Probabilmente serviranno analisi più approfondite e dettagliate per avere un quadro definitivo. Una cosa però è certa, il rischio più alto per i pazienti con insufficienza d'organo terminale rimane quello di non essere trapiantati.

 

(fonte: Trapianti.net)

 

 

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