TRAPIANTO, IL VALORE DI CURA TRA RISULTATI E COSTI

 

Quella del trapianto di organi solidi è diventata, dagli anni '80, un'area di grande interesse anche per i contribuenti, in quanto si è definitivamente affermata come terapia d'elezione per la cura delle insufficienze d'organo terminali.
Da questo momento si sono sviluppati sistemi di valutazione dei programmi di trapianto basati principalmente su due parametri: volumi di attività annuali e sopravvivenza dei pazienti. Per tutti questi anni tale sistema di valutazione ha raggiunto il suo scopo, fornendo indicazioni di massima sulle performance dei vari centri e orientando operatori e pazienti nelle loro scelte.
Tuttavia, con il tempo, la procedura di trapianto si è notevolmente modificata, o meglio sono cambiate le variabili che ne determinano il risultato (basti pensare alle tipologie di donatori e riceventi che oggi vengono utilizzate, alle nuove conoscenze immunologiche e al progresso delle terapie immunosoppressive), per cui è cresciuta la consapevolezza che tali sistemi non fossero più adeguati a valutare l'evoluzione del trapianto nella sua complessità e che quindi fossero necessari sistemi più sofisticati in grado di valutare non solo la qualità del risultato ma anche l'economicità della procedura nella sua interezza.

In questo lavoro gli autori analizzano i dati concernenti una grande rete trapianti (Unos) per meglio comprendere, con riferimento al primo anno post-trapianto, il valore dell'atto chirurgico e l'impegno economico che comporta l'intero processo di cura. Allo scopo sono stati presi in esame 18.453 pazienti che, dal 1 gennaio 2010 al 30 aprile 2014, sono stati valutati per la procedura di trapianto evidenziando sia i risvolti clinici sia quelli economici. Gli autori riferiscono che sono due i fattori che possono influenzare il valore di tutto il continuum terapeutico: le grandi variazioni nella pratica clinica e i costi che tali variazioni implicano.
In sintesi i costi medi pre-trapianto e post-trapianto di rene, fegato e cuore hanno mostrato una variazione compresa tra il 18 e il 250% rispetto alla media del sistema. Gli esiti clinici derivanti dai giorni in lista d'attesa, i tassi di mortalità in lista e di riammissione entro trenta giorni dal trapianto, hanno anch'essi mostrato ampie variazioni tra i centri.

Per il trapianto di cuore è stata, in particolare, osservata un'ampia variazione nella valutazione dei candidati al trapianto, nonostante l'esistenza di specifiche raccomandazioni predisposte per uniformare i processi valutativi. Il trapianto renale pre-emptive si è dimostrato un approccio vincente ad alto valore terapeutico ed economico indipendentemente dal donatore. Ma non tutti i centri offrono tale opportunità.
Nella popolazione studiata si osserva una notevole variabilità negli approcci clinici e gestionali da parte dei Centri Trapianto, variabilità che si ripercuote anche sui costi, profondamente differenti nonostante casistiche di pazienti sostanzialmente simili tra loro. Secondo gli autori questo confermerebbe che in un epoca come questa dove c'è una maggiore attenzione al valore delle cure mediche, c'è bisogno di ripensare anche al metodo con cui valutare i programmi di trapianto di organi che, pur rimanendo di grande impatto sociale, mostrano grandi variazioni tra i centri sia nella pratica clinica che nel costo.

 

(fonte: Trapianti.net)

 

 

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