IN VENETO 30° ANNIVERSARIO DEL PRIMO TRAPIANTO DI CUORE IN ITALIA

 

"È impossibile, oggi, non farsi prendere dall'emozione, come fu impossibile non emozionarsi 30 anni fa, nel vedere le immagini (ero poco più di un ragazzo ma ne ho un ricordo vivido) di un piccolo frigo che veniva trasportato a mano lungo un corridoio sotterraneo del Ca' Foncello di Treviso con il suo contenuto di generosità, di vita, di speranza, di progresso; di un'auto scura con il motore acceso pronta a volare verso Padova e il futuro della cardiochirurgia e della trapiantistica; dell'attesa spasmodica al Policlinico Patavino dove l'indimenticato Professor Gallucci e la sua equipe stavano portando per la prima volta in Italia il cuore giovane e sano dello sfortunato e generoso Francesco Busnello nel petto di Ilario Lazzari, nel tentativo di strapparlo a morte certa. Ricordo il misto di gioia, stupore, orgoglio, ammirazione nel momento dell'annuncio che tutto era andato bene, ricordo l'ondata gratificante dei servizi televisivi, radiofonici, della carta stampata nazionale. Tutto giusto, tutto meritato, perché la sanità veneta aveva scritto una pagina indelebile di storia della medicina e della cardiochirurgia nazionale e internazionale".

Comincia con questo ricordo la lettera che il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha inviato al professor Gino Gerosa, direttore del Centro di cardiochirurgia "V. Gallucci" dell'Azienda ospedaliera di Padova, in occasione della manifestazione "1985-2015. 30 anni dal primo trapianto di cuore: dal cuore biologico al cuore meccanico" con la quale il 13 novembre, nell'aula magna del Palazzo del Bo a Padova, è stato celebrato il trentennale di primo trapianto di cuore in Italia, effettuato in Veneto sull'asse Padova-Treviso. "Ricordi - prosegue Zaia - che rinverdiamo oggi di fronte a cardiochirurghi che hanno già saputo impiantare con successo un cuore interamente artificiale in un paziente: fantascienza pura 30 anni fa, realtà di livello mondiale nell'anno 2015. In una struttura sanitaria dove un trapianto di cuore è ancora oggi eccellenza assoluta, ma anche ruotine, per merito delle straordinarie professionalità che vi operano. Da questa giornata - auspica il Governatore - vorrei che il messaggio di generosità di Francesco Busnello e dei suoi straordinari genitori si alzasse forte e chiaro a tutto il mondo, per sostenere con la forza dell'esempio vissuto la cultura della donazione. In Veneto abbiamo uno dei tassi di diniego alla donazione più bassi d'Italia, e ciò significa che i veneti sanno bene cos'è la generosità e che l'impegno anche regionale nel promuovere e diffondere la conoscenza e l'accettazione della donazione sta dando degli effetti".
"Ma non basta mai - prosegue la lettera di Zaia a Gerosa -. Ci sono ancora troppe vite appese a un filo in attesa di un organo che ridia loro un futuro: se con la giornata di oggi riusciremo a tramutare anche un solo "no" in un "sì", Francesco Busnello, Vincenzo Gallucci e Ilario Lazzari avranno fatto un nuovo miracolo da lassù, dove si trovano e dove sono certo ci stanno guardando e ascoltando. Per la sanità italiana - conclude - è probabilmente il momento più difficile di sempre, con i bisogni che crescono e le risorse che calano, purtroppo anche dove si usano bene come qui. Ma oggi voglio dire forte e chiaro che non metteremo in discussione nemmeno per un secondo il futuro della sanità veneta d'eccellenza, che era tale già 30 anni fa e che continuerà ad esserlo, per trapiantare organi, studiare e impiantare cuori artificiali, studiare, inventare e applicare sempre le tecniche più moderne per salvare una vita o migliorarne la qualità. Lo dobbiamo alla nostra gente che soffre di una qualsiasi malattia, ai tanti straordinari operatori sanitari di ogni livello che ogni giorno gettano l'anima oltre l'ostacolo andando ben oltre i loro obblighi contrattuali, al ricordo di Francesco Busnello, Vincenzo Gallucci e Ilario Lazzari".

 

(fonte: ufficio stampa Giunta regionale del Veneto)

 

 

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