IN POLONIA LA DICHIARAZIONE DI INTENTI VIAGGIA SU FACEBOOK

 

Oggi esistono più o meno dappertutto diverse modalità legalmente riconosciute per esprimere la propria volontà sulla donazione. Eppure, indipendentemente dal modo in cui ciascun sistema giuridico regolamenta il consenso sulla donazione nei diversi Paesi (registro centrale dei donatori "opt-in", "opt-out", dichiarazione scritta, o altro), il numero di potenziali donatori registrati o non registrati, non soddisfa la domanda effettiva. Come risultato i lunghi tempi in lista fanno sì che molti pazienti muoiano in attesa del trapianto.
Sono state e vengono continuamente intraprese numerose campagne di sensibilizzazione per promuovere la donazione; nonostante ciò, i cittadini che dichiarano la propria volontà in vita, rimangono al di sotto delle attese (almeno per quelli di cui si conosce l'intento per averlo registrato). La Polonia ha adottato il sistema di "opt-out" (consenso presunto) che, secondo altre esperienze, dovrebbe portare a un aumento del tasso effettivo di donazioni da cadavere (Rithalia A, et al: A systematic review of presumed consent systems for deceased organ donation. Health Technol Assess, 2009). In realtà, secondo i dati di Poltransplant, anche se il numero di donatori è lievemente cresciuto, è ancora lontano dalla domanda effettiva. Le convinzioni dei potenziali donatori, delle loro famiglie e, più in generale, la poca consapevolezza dei cittadini, continuano ad essere le ragioni principali del basso tasso di donazioni. Tant'è che in Polonia il numero di opt-out ufficiali registrati nella banca dati nazionale non supera lo 0,1% della popolazione generale (Poltransplant Bulletin. Available from: http://www.poltransplant.org.pl/biuletyn_2013.html).

Inoltre, nel proporre la donazione ai familiari, il ruolo del personale medico sembra giocare ancora un ruolo significativo. Basti pensare che nei casi di mancata dichiarazione del defunto, i medici potrebbero ignorare la volontà dei familiari, ma, per paura di scoop mediatici negativi e di conseguenze legali, nella maggior parte dei casi non lo fanno (Wejda SC, et al: Survey on attitudes and knowledge on the organ recovery from deceased donors in Roman Catholic nuns and priests. Transplant Proc, 2012).
Per anni sono stati studiati, e continuano ad essere oggetto di ricerca in tutto il mondo, metodi efficaci per aumentare la consapevolezza del trapianto in tutti i paesi, indipendentemente dai loro sistemi legali. Le campagne mediatiche tradizionali cioè, stampa, iniziative pubbliche, radio e televisione sembrano inefficaci, quindi l'attenzione si sta rivolgendo ad altri strumenti di marketing sociale come i social media, Twitter, Instagram e Facebook che godono di un maggiore utilizzo soprattutto tra le nuove generazioni, ma il loro grande potenziale non è stato finora utilizzato per le campagne di sensibilizzazione (Stefanone M, et al. Click to "like" organ donation: the use of online media to promote organ donor registration. Prog. Transplant, 2012).

Un recente studio ha dimostrato che le nuove tecnologie di comunicazione possono essere molto più efficaci per promuovere la donazione sia a breve, sia a lungo termine e che, in prospettiva, possono concretamente contribuire ad aumentare i potenziali donatori (Cameron AM, et al: Social media and organ donor registration: the Facebook effect. Am J Transplant, 2013). In questo lavoro viene presentato un servizio di social networking e le sue possibilità di utilizzo per promuovere la donazione e i trapianti, attraverso contenuti selezionati e comunicati su Facebook. Lo studio praticamente documenta i risultati di un progetto finalizzato alla creazione di una campagna di sensibilizzazione sociale sulla donazione in Polonia.
L'iniziativa si chiama "Dawca.pl" (Essere un donatore cosciente) e vede la partecipazione di studenti volontari provenienti da varie università di Danzica, in gran parte della facoltà di Medicina. L'Editore dell'iniziativa è un'organizzazione di utilità sociale, la Società Polacca per i programmi di salute. La missione è quello di sensibilizzare la comunità polacca sulla donazione di organi, tessuti e cellule per aumentare l'accettazione pubblica dei trapianti come metodo di trattamento e aumentare il numero di donatori volontari. Il progetto si basa sull'idea di creare una comunità sempre più vasta riconosciuta come il "Dawca.pl Club". La comunità sostiene attivamente l'idea del trapianto diffondendo informazioni su di esso e indossando un braccialetto in silicone che rappresenta la dichiarazione positiva verso la donazione. Al momento il club ha più di 48.000 iscritti che hanno dichiarato la volontà di donare gli organi dopo la morte. Si tratta tuttavia di una dichiarazione volontaria e, secondo la legge polacca, non è giuridicamente vincolante per i medici o le famiglie.

Per sensibilizzare l'opinione pubblica la campagna utilizza diversi strumenti di marketing: promozione, interviste in media tradizionali (TV, radio, stampa), ma, soprattutto, social media come Twitter, Instagram, YouTube e specialmente Facebook in quanto semplice da utilizzare e facilmente disponibile. Attualmente, la fanpage Dawca.pl conta 137.000 fan, per lo più tra i 18 e i 35 anni di età, in linea con il profilo di un utente medio dei social media. La maggior parte dei sostenitori è costituito da donne. Aver avviato una comunicazione sociale attraverso una fanpage mirata alla conoscenza dei dati, a formulare pareri o, più semplicemente, a confrontarsi su questi temi, sta scuotendo le coscienze incoraggiando le persone a firmare le dichiarazioni di intenti sulla donazione. I contenuti sono divisi in tre categorie: la prima riguarda notizie mediche come, ad esempio, il primo trapianto di faccia eseguito in Polonia, l'etica, le leggi e il sociale con storie di pazienti sottoposti a trapianto o in lista di attesa. La seconda categoria illustra come manifestare la propria volontà e prevede la possibilità di farlo in tempo reale. Infine la terza categoria comprende quadri, opere d'arte e fotografie create o scattate dai Membri del Dawca.pl tra le quali ogni mese viene scelta dagli utenti quella che meglio rappresenta e promuove la donazione e il trapianto. Tutte e tre le categorie hanno generato migliaia di "Mi piace" e centinaia di commenti.
Secondo gli autori l'esempio del Dawca.pl dimostra che è possibile creare un'efficace azione sociale utilizzando strumenti di comunicazione innovativi anche per promuovere la cultura del dono, attraverso il coinvolgimento attivo di migliaia di persone su internet. Purtroppo, attualmente è prematuro valutare come tale campagna, oltre alla sensibilizzazione e alle adesioni, influenzerà il numero di trapianti. Ma è certo che quanto si sta osservando in Polonia, in termini di sensibilizzazione sulla donazione, non ha precedenti in questo Paese.

(fonte: www.trapianti.net)

 

 

 

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