VIVERE GRAZIE A UN CUORE ARTIFICIALE. NELLO ZAINO

 

Dalle pagine del Medical Daily: un cuore completamente artificiale per continuare a vivere in condizioni quasi normali e a casa propria. La singolare storia arriva dagli Stati Uniti, dove il 24enne Stan Larkin è stato recentemente dimesso dal centro cardiovascolare dell'Università del Michigan con un cuore artificiale nello zaino. Stiamo parlando del SynCardia Total Artificial Heart, alimentato da un motore portatile che il paziente può tenere sempre con sé in una borsa a tracolla o in uno zaino.

All'età di 14 anni a Larkin viene diagnosticata la displasia ventricolare destra aritmogena (ARVD), nota anche come cardiomiopatia ventricolare destra aritmogena (ARVC), una malattia genetica del cuore a patogenesi non-ischemica che coinvolge principalmente il ventricolo destro e che può causare un arresto cardiaco improvviso. All'età di 16 anni Larkin perde i sensi durante una partita di basket: dopo alcuni test i medici decidono di impiantare un defibrillatore nella speranza di poter regolare il battito cardiaco, ma nel tempo le sue condizioni continuano a peggiorare. Un giorno, per ben 26 volte il cuore rischia di arrestarsi definitivamente; le successive analisi rivelano che soltanto il 15% del suo cuore funziona perfettamente, tutto il resto ormai è compromesso anche perché entrambi i ventricoli presentano grossi problemi. Solo un trapianto avrebbe potuto consentirgli di continuare a vivere. Ma la lista è lunga, specie per un ragazzo che ha il gruppo sanguigno 0-positivo, ossia uno dei più comuni.

Quindi, la soluzione drastica: il 7 novembre scorso i chirurghi del centro cardiovascolare dell'Università del Michigan rimuovono il cuore malato per impiantare quello artificiale SynCardia, capace di sostituire in tutto e per tutto due ventricoli difettosi e quattro valvole. Si tratta di un'apparecchiatura portatile, collegata a un compressore esterno attraverso due tubi collegati al petto del giovane, che rende anche agevole il trasporto al ragazzo, il quale, con una dieta povera di sodio, conduce ora una vita normale. «è stata una situazione di forte stress», ha affermato Larkin, spiegando in un video su YouTube che documenta il suo intervento anche le esitazioni iniziali sulla rischiosa procedura. Dopo averne compreso i possibili vantaggi ho accettato l'intervento e mi sono sentito subito molto meglio: mi sento bene come prima che si manifestassero i problemi cardiaci». Si tratta comunque una soluzione provvisoria: il rimedio definitivo sarà soltanto un trapianto che gli permetterà di avere un nuovo cuore. Per ora il dispositivo consente comunque al paziente di fare esercizio fisico, cucinare, dormire comodamente nel proprio letto e tornare a una vita normale.

 

(fonte: Syncardia total artificial heart: University of Michigan patient leaves hospital to live at home as he awaits transplant. Medical Daily, 13 gennaio 2015; ripreso da www.trapianti.net)

 

 

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