IL PIÙ LONGEVO TRAPIANTO PEDIATRICO: TRENT'ANNI CON LO STESSO CUORE

 

 

Lo scorso 8 ottobre Lizzy Craze è andata, come sempre, a lavorare presso il servizio clienti della Silicon Valley, come se fosse un giorno qualunque. Ma chi conosce la sua storia sa bene che non è così. Quel giorno, infatti, cadeva il 30° anniversario del suo trapianto di cuore eseguito a Stanford nel 1984 all'età di 2 anni e 10 mesi. La giornata rappresenta una pietra miliare nella storia del trapianto di cuore pediatrico. Questo perché Lizzy (Elisabetta) non ha avuto più bisogno di sostituire quel cuore che batte nel suo petto da oltre 30 anni ed è l'unico caso di trapianto di cuore in America, e probabilmente al mondo, a sopravvivere per così tanto tempo. È quanto si legge sul sito ufficiale del Lucile Packard Children's Hospital di Stanford (Usa).

Il 1984 fu un anno cruciale per il trapianto di cuore pediatrico. Anche se alcuni interventi erano stati eseguiti in bambini più grandi, segnando la prima serie dei trapianti pediatrici, il trapianto di cuore era confinato a una manciata di centri tra cui il Lucile Packard Children Hospital di Stanford e la Columbia University. Sebbene sia oggi considerato quasi convenzionale, nei primi Anni '80 il trapianto di cuore (in particolare nei bambini) era tutt'altro che di routine. "Nessuno sapeva, allora, se il cuore del donatore sarebbe cresciuto trapiantandolo in un bambino: penso che questo caso sia un monumento a ciò che ancora non comprendiamo nel campo della biologia", ha affermato il cardiologo Daniel Bernstein, che ha seguito Lizzy per tutta l'infanzia al Lucile Packard Children Hospital di Stanford. L'intervento, che in molti consideravano sperimentale, è venuto in un momento drammatico. Lizzy era a pochi mesi dal suo terzo compleanno, quando il suo cuore stava per fermarsi definitivamente. Il trapianto era la sua unica speranza. Ma Lizzy era, allora, la più giovane paziente candidata al trapiantato di cuore d'America. Gli altri bambini (più grandi) che avevano ricevuto trapianti di cuore nello stesso periodo, erano deceduti o erano stati ritrapiantati.

Al momento della valutazione clinica di Lizzy venne costituito un apposito comitato etico per definire vantaggi e svantaggi del possibile intervento chirurgico. La sua famiglia si espresse per l'intervento chirurgico, supplicando gli specialisti di tentare questa possibilità e la drammatica storia di questa famiglia aiutò a prendere la decisione giusta. Lizzy aveva avuto tre fratelli deceduti tutti per insufficienza cardiaca durante l'infanzia: la stessa sorte sarebbe capitata a Lei essendole stata diagnosticata la stessa condizione clinica all'età di 4 mesi. L'unico fratello superstite, gravemente malato come Lizzy, era stato trapiantato anche lui di cuore all'età di 16 anni (pesava appena 23 Kg) e, la buona riuscita del trapianto, di un anno precedente quello di Lizzy, fu determinante nel convincere il comitato.
Si rese disponibile, da lì a poco, un cuore di una giovane ragazza vittima di un incidente d'auto nello Utah: per Lizzy si prospettava l'unica possibilità di sopravvivere e non sarebbe potuta capitare in mani migliori. L'intervento pionieristico fu condotto dal compianto Norman Shumway, il padre del trapianto di cuore americano che, nel 1968 a Stanford, aveva eseguito il primo trapianto di cuore di successo nell'adulto degli Stati Uniti. Ma molti medici, dopo l' intervento, pensavano che prima o poi sarebbe stato necessario un nuovo cuore e nessuno, allora, avrebbe potuto prevedere tale traguardo.

Lizzy ha dovuto assumere diversi farmaci per tutta la sua vita con alcuni importanti effetti collaterali che hanno reso necessario anche il trapianto di rene all'età di 15 anni. Tuttavia, come spiegano gli amici e i familiari con grande commozione, "a guardare Elizabeth adesso, non si direbbe che abbia dovuto superare tutte queste lotte". Lizzy è stata in grado di condurre una vita normale praticando attività sportiva come quella di giocare nella squadra juniores di pallavolo del liceo. Da anni partecipa alla mezza maratona di San Josè. È facilmente riconoscibile perché indossa la solita T-shirt personalizzata. Cosa si legge? Sul davanti "ho ricevuto un trapianto di cuore". Sul retro, semplicemente, "nel 1984!" Si è laureata nel 2004.

"La sua storia è davvero stimolante", conferma Mary Burge, assistente sociale a Stanford dal 1980. La Burge era già lì per aiutare i genitori quando Lizzy ricevette il suo trapianto e anche nel 1983, quando a 16 anni anche il fratello di Lizzy ricevette il suo cuore nuovo. Ed è ancora lì a lavorare con i pazienti pediatrici dell'Ospedale "Quando incontro nuove famiglie che sono devastate dal dolore nel momento in cui apprendono che senza trapianto il loro bambino morirà, sono incoraggiati dal modo positivo con cui Lizzy vive la sua vita e, quando condivido con loro le foto di Lizzy, l'orgoglio e la gioia che riesce a trasmettere ad ognuno, offre enorme speranza agli altri". In tutto questo Lizzy e la sua famiglia non hanno mai dimenticato il potere della donazione di organi. "Siamo consapevoli che, in un momento di dolore incredibilmente straziante, un donatore sconosciuto a la sua famiglia mi hanno dato il dono della vita", ripete Lizzy. "Saremo grati per sempre per questo meraviglioso dono".

 

(fonte: www.trapianti.net)

 

 

 

Condividi su Facebook