PRENDERE LA PATENTE DI DONATORE? NEGLI STATI UNITI SI PUÒ

 

 

La conoscenza della donazione degli organi, la consapevolezza della sua importanza e, in generale, la cultura sociale del dono, sono condizioni indispensabili affinché la popolazione possa prendere coscienza del suo alto valore. Generalmente le campagne di sensibilizzazione, di informazione e di formazione, sono riservate a personale qualificato e adeguatamente preparato sia sulla materia sia sugli aspetti di comunicazione. Eppure, dagli Stati Uniti, arriva la notizia di un'iniziativa innovativa che sta contribuendo non poco alla conoscenza della cultura del dono e che, potenzialmente, potrebbe fare ancor di più. In Massachusetts da diverso tempo, gli impiegati degli sportelli del registro automobilistico contribuiscono a diffondere la cultura del dono e sono diventati l'epicentro della registrazione dei donatori di organi. Basti pensare che le sedi della motorizzazione del Massachusetts rappresentate nello studio, hanno completato circa 49.600 transazioni di patenti di guida al mese e cioè circa il 78% di tutte le transazioni effettuate nello Stato.

Negli Stati Uniti ogni persona che ha la patente di guida valida si trova a interagire con un impiegato del registro (rinnovo patenti, adeguamenti residenziali ecc). In questa occasione, l'impiegato chiede al cittadino la sua volontà sulla donazione degli organi. Questa interazione si ripete più volte durante la vita del conducente e in ogni occasione viene chiesta la riconferma della decisione presa. Complessivamente, gli impiegati del registro automobilistico chiedono ai cittadini di esprimere o confermare la loro decisione di iscrizione al registro donatori più di 25 milioni di volte ogni anno (Donate Life America. National donor designation report card-2013).
Svolgono quindi una funzione molto importante per diversi motivi. In primo luogo perché la registrazione dei donatori documenta l'intenzione di ciascuno e a questa volontà si fa riferimento in caso di decesso. In secondo luogo i parenti sono più propensi ad accettare la donazione, quando le intenzioni del defunto sono documentate (Siminoff LA, et al. Consent to organ donation: a review. Prog Transplant 2013). In terzo luogo, la metà di tutti i donatori che hanno donato, aveva registrato la propria volontà tramite i punti di registrazione amministrati dagli impiegati delle concessionarie. Negli ultimi 5 anni, una campagna di sensibilizzazione su base nazionale ha portato ad un aumento del 16% dei tassi di registrazione, con il 42% di tutti i possessori di patente di guida registrati. Tuttavia, anche se non si può non riconoscere o apprezzare che gli impiegati del registro automobilistico svolgono un ruolo di primo piano nella crescita del tasso di registrazione dei donatori negli Stati Uniti, è importante aumentare le loro conoscenze e comprendere meglio le loro convinzioni, perché queste hanno un potenziale impatto sulle scelte che faranno i loro clienti. Infatti, oltre a chiedere ai clienti la loro decisone circa la donazione, gli impiegati si trovano spesso a dover rispondere a diverse domande poste dai cittadini come: qual è il fabbisogno di organi; quali vengono utilizzati; come vengono assegnati; il processo di prelievo; come si accerta la morte ecc.

Nonostante l'importanza che hanno queste figure nel processo di registrazione dei donatori, sorprendentemente c'è stata poca attenzione a quelli che sono gli atteggiamenti degli stessi impiegati verso la donazione. C'è un solo studio pubblicato che ha valutato le loro propensioni, da cui risulta che gli atteggiamenti erano sovrapponibili al pubblico in generale (Harrison TR, et al. Effects of information, education, and communication training about organ donation for gatekeepers: clerks at the Department of Motor Vehicles and organ donor registries. Prog Transplant 2008). Il presente studio ha voluto quindi approfondire l'argomento inviando un questionario di 17 domande a tutti gli impiegati del registro automobilistico del Massachusetts e del Rhode Island per raccogliere informazioni circa la conoscenza sulla donazione e le credenze di ciascuno. Il questionario, accompagnato da una lettera di presentazione del direttore del registro, è stato inviato nel 2013 sottolineando che l'adesione era del tutto volontaria e anonima.
Sono stati restituiti 225 questionari compilati (75%). La maggioranza dei partecipanti era di sesso femminile (84%), bianca (77%), afro-americana (6%), ispanica (6%), asiatica (3%), altri (4%), non noto (4%). L'età media era di 46,9 anni (range 19-72).
Dalle risposte sorprendentemente si è appreso che la maggioranza degli impiegati crede possibile acquistare organi sul mercato nero (81%), crede che il recupero dalla condizione di morte cerebrale sia possibile (65%) e quasi la metà ritiene che i medici potrebbero non fare il massimo per salvare la vita di un donatore registrato (46%).
Nonostante queste convinzioni negative e infondate, la maggior parte degli impiegati (72%) si è dichiarata disposta a considerare in futuro di registrarsi come donatore. Tra i già registrati il 97% ha dichiarato la volontà di confermare la decisione registrata al momento del successivo rinnovo della patente. In tutto, il 25% degli impiegati non era donatore registrato e non era disposto a registrarsi in futuro. Anche se i tassi di consenso e di registrazione della volontà tra gli impiegati del registro automobilistico sono leggermente superiori a quelli dei cittadini in generale, alcuni di questi dipendenti hanno convinzioni negative persistenti nei confronti della donazione.
Questi dati sottolineano la necessità di una programmazione educativa più mirata per gli impiegati che potrebbe potenzialmente elevare ancor di più il tasso di registrazione dei donatori presso tutte le filiali.
Il messaggio che se ne ricava è che se da un lato ciascuno di noi può svolgere un ruolo importante nella divulgazione e nella conoscenza della donazione; dall'altro si riafferma che gli orientamenti e le convinzioni dei cittadini possono essere condizionate da ognuno. Quindi la preparazione, la conoscenza e il convincimento di chi fa informazione deve rappresentare un punto fermo.

 

(fonte: www.trapianti.net)

 

 

 

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