ORGANI ARTIFICIALI, IMPOSSIBILE FARNE A MENO

 

 

«Viviamo in tempi molto eccitanti, soprattutto dal punto di vista delle cure mediche. L'innovazione abbonda e le tecnologie sono in una fase avanzata di perfezionamento. Nuovi strumenti diagnostici promettono di rilevare malattie in fase iniziale permettendo di combatterle prima che raggiungano lo stadio terminale. L'assistenza sanitaria è sempre più ampiamente disponibile e, in alcuni casi, meno costosa. Lo scambio di informazioni è molto diffuso e i pazienti stanno assumendo un ruolo molto più consapevole nel loro processo di cura. Non passa giorno senza che i media pubblicizzino una nuova tecnologia o l'avanzamento del progresso scientifico anche nel campo dell'insufficienza d'organo e di nuove frontiere del trapianto. Tutto ciò è un bene. Bisogna sapere, tuttavia, che le nuove conoscenze, di solito, non sono direttamente trasferibili al letto del paziente e vi sono condizioni cliniche in cui il progresso scientifico e tecnologico non è sufficiente per la risoluzione del problema. è il caso dei pazienti con insufficienza d'organo terminale per i quali l'unica terapia risolutiva è rappresentata dalla disponibilità di organi per trapianto che, purtroppo, sono ancora largamente insufficienti rispetto alle necessità. Quindi, per rispondere alla domanda: "Gli organi artificiali sono ancora necessari?", la risposta non può che essere SI!

Ce lo dicono i numeri dei pazienti in lista di attesa. Nel corso dell'ultimo decennio (2003-2013) il numero totale di trapianti è aumentato solo del 12%, mentre un numero significativo di pazienti continua a morire in lista di attesa nonostante il sostegno di organi artificiali o di tecnologie innovative, come l' assistenza ventricolare, il supporto extracorporeo, la dialisi e i microinfusori per il controllo dell'insulina. Il rene continua ad essere l' organo più trapiantato, ma la domanda continua a crescere e supera di gran lunga il numero di trapianti.

Nel corso degli ultimi due anni, nonostante l'aumento della domanda, il numero di trapianti di rene è diminuito così come sono diminuiti i trapianti di pancreas, con o senza reni e quelli di fegato e di polmone (Organ Procurement and Transplantation Network. National Data, 2003-2013. Available at: http://optn.transplant.hrsa.gov. August, 2014). La carenza di organi è purtroppo generalizzata e i problemi legati alla sproporzione tra gli organi disponibili e quelli necessari, oltre che le problematiche relative al rigetto, giocano un ruolo ancora rilevante. Si stanno compiendo sforzi per migliorare la conservazione e la qualità degli organi disponibili, ma queste misure, da sole, non sono sufficienti. Il tasso di scarto dei reni è il più alto di tutti gli organi, con circa il 18% (Organ Procurement and Transplantation Network. National Data, 2003-2013. Available at: http: //optn.transplant.hrsa.gov. August, 2014) e i pazienti in dialisi negli Stati Uniti sono ora più di 600.000, di cui il 95% in trattamento emodialitico e il 5% in dialisi peritoneale.
Dal 2006 al giugno 2012 sono stati impiantati oltre 6500 dispositivi di supporto circolatorio meccanico in altrettanti pazienti (Kirklin JK, et al. Fifth INTERMACS annual report: risk factor analysis from more than 6,000 mechanical circulatory support patients. J Heart Lung Transplant, 2013), ma rimangono significative necessità. In un'altra stima è stato riferito che più del 2% degli americani ha una protesi artificiale e più o meno 7 milioni di persone negli Stati Uniti vivono con una protesi d'anca totale o con la sostituzione del ginocchio. Nello specifico più di 600.000 ginocchia e 400.000 protesi d'anca vengono sostituite ogni anno, con un costo medio di circa 20.000 dollari ciascuno (Marchione M. Two percent of Americans have new hips and knees. Medical Design Technology, March, 2014). Insomma vi è una crescente domanda di salute a cui gli approcci tradizionali e i trapianti biologici non riescono a fare fronte. Vi è, per contro, un crescente fermento nel campo dell'ingegneria tissutale, nella stampa di organi in 3D (un'area di attività in pieno sviluppo) e nei costrutti non cellulari. Ma, mentre i ricercatori continuano a fare progressi nella sostituzione momentanea della funzione di organi come il rene e il fegato, l'impianto di un organo derivato da tali tecnologie perfettamente funzionante nella pratica clinica, appare ancora a decenni di distanza.

L'ingegneria dei tessuti, le nuove tecnologie e le terapie con cellule staminali sono tutte soluzioni promettenti. La strada maestra è probabilmente proprio quella di avere la capacità di ricreare in laboratorio vasi e tessuti, fino ad arrivare agli organi biologici o bioartificiali, ma è ancora necessario molto impegno, in particolare per garantire la sicurezza e l'efficacia delle innovazioni in studi clinicamente controllati per ottenere le autorizzazioni necessarie.

Trent'anni fa la comunità scientifica immaginava macchine in grado di sostituire la maggior parte delle funzioni vitali umane. Infatti, oggi, cuori meccanici, reni artificiali e protesi sono entrati nella pratica clinica quotidiana. Oggi gli organi artificiali includono pacemakers, cuori artificiali, macchine per dialisi portatili, impianti cocleari che inviano direttamente al nervo acustico i rumori ambientali (linguaggio compreso) e, grazie alle innovazioni ingegneristiche e alle nanotecnologie, è possibile inserire sensori per trasmettere al moncone dell'arto amputato sensazioni termiche e tattili simili all'arto sano, creando la cosiddetta mano sensorizzata. Con l'aumento della popolazione mondiale che vive più a lungo, i bisogni si ampliano a dismisura. è necessario quindi aumentare gli sforzi per lo sviluppo di tecnologie di qualità, non solo per quanto si sta già facendo per gli organi solidi, ma anche per altri dispositivi di assistenza cardiaca, protesi ortopediche, neuroprotesi, supporti visivi e urologici, fino ad arrivare alla possibilità di sviluppare tecnologie per il trattamento delle patologie autoimmuni, metaboliche e alla sostituzione delle cellule del sangue. Alla luce di ciò le prospettive offerte dalla bioingegneria, dalla nanotecnologia e dall'ingegneria tissutale, appaiono molto incoraggianti nonché indispensabili. Quindi ancora una volta alla domanda: "Gli organi artificiali sono ancora necessari?", la risposta è sì, senza ombra di dubbio».

 

(fonte: www.trapianti.net)