"INVISIBILITÀ" DEL TRAFFICO DI ORGANI, SERVE UN'AZIONE GLOBALE

 

 

Negli ultimi anni, le più importanti istituzioni mondiali tra le quali Nazioni Unite, Consiglio d'Europa, Organizzazione Mondiale della Sanità e Unione Europea, hanno adottato diverse misure per scoraggiare il traffico di organi, pur ribadendo la mancanza di statistiche ufficiali su questo illegale commercio. Il legame esistente tra tratta di esseri umani e traffico di organi è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite più di un decennio fa e, più recentemente, uno studio congiunto con il Consiglio d'Europa ha individuato la necessità di differenziare il traffico di organi umani a scopo di trapianto, dal traffico di esseri umani di per sé.

La posizione ufficiale delle società scientifiche è culminata nella Dichiarazione di Istanbul, che stabilisce una serie di principi guida per la condotta professionale e per le politiche dei governi contro il traffico di organi e il turismo dei trapianti. Tutte queste iniziative non fanno altro che ribadire due questioni chiave che ostacolano l'azione globale contro questi crimini: l'assenza di una definizione concordata a livello internazionale di "traffico di organi, tessuti e cellule" e la mancanza di dati ufficiali attendibili sul commercio illegale di parti del corpo umano. Sono due aspetti fondamentali in quanto la mancanza di definizioni globali viene sfruttata da trafficanti e intermediari che approfittano delle differenze tra i vari sistemi giuridici per mettere in atto il loro crimine transnazionale.
Sebbene il dibattito scientifico si sia recentemente soffermato sulle differenze, sulla confusione e sulla sovrapposizione tra il traffico di organi e la tratta di esseri umani, in questo articolo si fa riferimento a entrambi i reati concentrandosi congiuntamente sulle loro somiglianze. Il problema quindi di raccogliere dati affidabili è un fattore chiave per queste indagini anche se l'articolo si concentra sulle ragioni per le quali il traffico di organi rimane non formalmente dichiarato. Gli autori sostengono che, una volta che gli essere umani cadono vittime della tratta, ci sono alcuni fattori che permettono il "riciclaggio" nel paese dell'acquirente, dando così una parvenza di legittimità e ostacolando una stima accurata del problema. In effetti, gli organi illecitamente acquistati vengono trasformati in organi legittimi da parte del processo di integrazione nelle istituzioni sanitarie tradizionali (rimborso da parte delle compagnie di assicurazione) e dei servizi sanitari nazionali (trattamenti di follow-up) diventando così un crimine invisibile.

Sono situazioni molto note ai criminologi che hanno una certa familiarità con il cosiddetto crimine "invisibile". Questo fenomeno, noto come "figura oscura del crimine" o "iceberg della teoria del crimine", descrive come solo una piccola percentuale di criminalità sia visibile. Uno dei motivi per cui il crimine rimane non dichiarato è la riluttanza ad accettare lo status di vittima per paura di imbarazzo, stigmatizzazione, o per la paura di essere implicati nell'atto criminale.
Gli stessi criminologi hanno già spiegato, in passato, come il trapianto illegittimo di organi possa essere trasformato in un atto legittimo. Questo a causa dei seguenti aspetti:

  • Globalizzazione e Giurisdizione dell'ordine pubblico;
  • Potenza e stato delle professioni di assistenza sanitaria;
  • Rimborso dei costi dei trapianti all'estero;
  • Vulnerabilità dei donatori e ambivalenza della status di vittima;
  • Vulnerabilità dei riceventi e ambivalenza dello status di colpevole.

Di ognuno di questi aspetti viene data ampia spiegazione nell'articolo ed è molto interessante prenderne visione. Attraverso i processi di cui sopra, organi ottenuti illecitamente possono assumere la copertura di una transazione lecita. Infatti, il trapianto di organi in un Paese straniero è legale, mentre l'acquisto dell'organo è chiaramente illecito. Di fatto i trapianti illegali tendono a essere mascherati da donazioni altruistiche. Quindi il compito del personale sanitario nel cercare di capire la vera natura del rapporto donatore-ricevente, è una questione fondamentale. Prima o dopo il viaggio i potenziali acquirenti possono segnalare la loro intenzione di ricevere il trapianto all'estero, possono avere bisogno di portarsi dietro le cartelle cliniche e hanno certamente necessità di garanzie per assicurarsi il bisogno di farmaci a lungo termine. Garanzie che spesso vengono fornite dai centri di provenienza con copertura della spesa da parte del Servizio Sanitario Nazionale o delle compagnie di assicurazione. I medici sono quindi tenuti per primi a reprimere la criminalità, scoraggiando i loro pazienti a recarsi all'estero. In Paesi come la Spagna la segnalazione del ricevente alle autorità è obbligatoria se si richiede la cura di follow-up. Inoltre, il Codice penale spagnolo richiede ai cittadini di denunciare i crimini di cui sono a conoscenza. Di conseguenza, essere a conoscenza dell'origine illecita di un organo è considerato un crimine e impone ai medici di denunciare i riceventi.

Con una quantità limitata d'informazioni disponibili da fonti ufficiali, l'invisibilità statistica è una caratteristica ben nota del traffico di organi. I fattori sopra descritti promuovono e perpetuano tale invisibilità e sono in grado di ostacolare l'efficacia delle legislazioni e la persecuzione di questo crimine. I chirurghi sono i principali attori ma non i soli e la maggior parte delle legislazioni non fa alcun distinguo esplicito tra il personale medico e gli altri attori coinvolti. Nel 2010 in Sud Africa è stata scoperta una rete di traffico di organi che comprendeva quattro chirurghi e un nefrologo. Il più grande gruppo ospedaliero privato del Sudafrica ha ammesso di aver effettuato 102 trapianti illegali. In questa rete, soggetti brasiliani avevano venduto i loro reni a pazienti israeliani con sede del trapianto appunto in Sud Africa. Anche se i venditori di reni sono stati imprigionati nel loro Paese d'origine, il nefrologo è stato multato con 15.000 dollari e ai quattro chirurghi di trapianto sono ritirate le accuse nei loro confronti. Sono state applicate anche sanzioni nei confronti della struttura sanitaria, compresa la revoca dell'autorizzazione, ma non sembrano questi deterrenti efficaci.

Riconoscendo quindi gli aspetti legali e quelli illeciti del traffico di organi umani è ragionevole affermare che è giunto il momento per una seria discussione sulle attuali carenze nelle legislazioni locali che sostengono involontariamente questo commercio. Il traffico di organi dovrebbe essere considerato un crimine transnazionale e l'unica risposta efficace è un approccio transnazionale del diritto penale. Tutto ciò è necessario affinché misure innovative efficaci possono essere messe in atto per scoraggiare questo ignobile fenomeno.

Bibliografia: Manzano A, Monaghan M, Potrata B, Clayton M. The invisible issue of organ laundering. Transplantation 2014 ;98(6):600-3.

 

(fonte: www.trapianti.net)