SOCIAL MEDIA E TRAPIANTO D'ORGANO, L'UNIONE FA LA FORZA

 

 

Misurare l'impatto della ricerca accademica è difficile in quanto entrano in gioco fattori educazionali, economici e sociali. La valutazione dell'impatto scientifico è generalmente utile nel determinare i successi delle istituzioni accademiche, dei centri di ricerca, dei gruppi e dei singoli ricercatori e ha un suo peso quando si tratta di decidere come allocare i finanziamenti e quali strategie commerciali perseguire. Oggi uno dei sistemi più comunemente usati è la bibliometria che adotta tecniche matematiche e statistiche per analizzare i modelli di distribuzione delle pubblicazioni e per verificarne l'impatto all'interno delle comunità scientifiche.

L'impatto di un singolo ricercatore può essere invece misurato utilizzando l'indice H (derivato dal numero di articoli pubblicati e dai tassi di citazione), mentre l'impatto di una rivista viene comunemente misurato utilizzando l'impact factor (IF), calcolato come il numero medio di citazioni ricevute per ogni articolo pubblicato in quella rivista nei due anni precedenti. Tutta questa architettura rischia, tuttavia, di essere "schiacciata" dallo sviluppo delle attività online.

L'utilizzo di metriche alternative ("Altmetrics", un termine coniato da Jason Priem della University of North Carolina) è interessante in quanto si riferisce a un aspetto diverso dell'impatto della ricerca, ossia all'attenzione data all'analisi degli articoli da parte dei professionisti e del pubblico. Se Twitter e Facebook possono riflettere un interesse più superficiale per una pubblicazione, i blog, i download degli articoli, le pagine viste e i segnalibri, danno, invece, una rappresentazione più accurata di quante volte un articolo è stato letto. Ossia, più che l'impatto che un articolo ha su altri autori, che già si misura attraverso le visite, le altmetrics possono essere utili per conoscere l'impatto della scienza sulla società, misurato con il numero di citazioni nei blog, su wikipedia, e sui siti specializzati e non.

Sull'altro fronte abbiamo i pazienti che sempre più si rivolgono a internet e ai social media per avere informazioni mediche ed entrare in contatto con altre persone con esperienze simili. Forse non sorprende ma nella comunità di trapianto molto interesse per i social media si è concentrata sulla possibilità di aumentare i tassi di donazione. I social network, inoltre, possono contribuire a facilitare il dibattito sulla donazione da vivente. Dato il numero crescente di potenziali riceventi di trapianto impegnati con i social media, questi strumenti possono anche consentire ai ricercatori di rivolgersi a un pubblico più ampio rispetto a quanto consente la pubblicazione tradizionale ufficiale.

Lo studio presentato su Transplantation esamina in dettaglio l'utilizzo dei dati metrici alternativi in tema di trapianto di organi solidi ed esplora il loro rapporto con i metodi tradizionali di valutazione dell'impatto della ricerca. Sintetizzarli non renderebbe giustizia alla minuzia con cui sono esaminati. Se ne consiglia quindi la lettura. L'editoriale suggerisce che alcuni degli articoli più citati sui social media riguardano le aree più controverse e "ad alto impatto emotivo" del trapianto, come, ad esempio, la donazione di organi (in particolare la donazione da vivente), i problemi di finanziamento e l'accesso al trapianto. Questo dimostra che i social media possono essere veicoli d'informazione che permettono di raggiungere un pubblico più ampio di quello accademico tradizionale e che l'impatto misurato dall'attenzione ai social media è diverso da quello misurato dai tassi di citazione con sistemi tradizionali.

In conclusione, i social media rappresentano le fonti d'informazione predilette anche per la ricerca di articoli in un settore altamente specialistico come quello dei trapianti e agiscono come elementi predittivi di future citazioni e d'impatto degli articolo stessi. Quindi, l'efficacia di questi strumenti non può essere ignorata: va invece utilizzata per aumentare la consapevolezza delle persone, i tassi di donazione e i risultati dei trapianti.

 

(fonte: www.trapianti.net)