UNA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D'EUROPA CONTRO IL TRAFFICO DI ORGANI UMANI.

 

 

Più di 114.000 trapianti di organi vengono eseguiti annualmente in oltre 100 Paesi al Mondo nel pieno rispetto delle norme giuridiche e di buona pratica clinica. Questo grande impegno terapeutico, frutto di anni di ricerche traslazionali e di successi clinici, è tuttavia inquinato dal deprecabile fenomeno del traffico di organi che, seppur limitato e confinato ad alcune aree, getta un'ombra inaccettabile su tutto il sistema. Si stima che circa il 5-7% dei trapianti di rene sia frutto di transazioni commerciali (Budiani-Saberi DA, Delmonico FL. Organ trafficking and transplant tourism: a commentary on the global realities. Am J Transplant 2008). L'organizzazione Mondiale della Sanità ha messo più volte in guardia sul commercio di organi, tessuti e cellule di origine umana, nonostante nella maggior parte dei Paesi esistano leggi che ne vietano la vendita (Global Observatory on Organ Donation and Transplantation. Global distribution of countries with legal frameworks for organ donation and/or transplantation. December 2012).

Il Consiglio d'Europa, da diversi anni, lavora per combattere tale fenomeno al fine di prevenire le attività di prelievo e trapianto che violano i diritti umani fondamentali e perseguire in modo più efficace i responsabili del traffico. In particolare, l'Assemblea parlamentare è stata strettamente coinvolta nel processo che ha portato, nel 2009, a redigere un progetto di convenzione internazionale aperta alla firma e alla ratifica anche degli Stati non membri del Consiglio d'Europa ed è recente la notizia che tale convenzione è stata finalmente adottata. L'annuncio è stato dato a Strasburgo il 9 luglio scorso dal Comitato dei Ministri che ha ribadito l'importanza fondamentale di tale Convenzione per la protezione della dignità umana che deve essere rigorosamente rispettata in qualsiasi procedura di trapianto.
Di fatto, la Convenzione rende il traffico di organi umani a scopo di trapianto un reato penale internazionale ed è quindi uno strumento giuridico fondamentale che per la prima volta raggiunge le pratiche di trapianto illecite collocandole all'interno di un quadro di diritto completo. Sulla rivista "The Lancet" è stato recentemente pubblicato un articolo che fornisce ulteriori informazioni sul valore e sull'importanza di questa convenzione giuridicamente vincolante a livello internazionale. La convenzione invita praticamente tutti i Governi a stabilire come reato il prelievo di organi umani sia da cadavere che da vivente quando:

  • il prelievo viene eseguito senza esplicito e libero consenso informato del donatore vivente o, nel caso di donatore cadavere, senza l'autorizzazione al prelievo ai sensi delle disposizioni normative vigenti nel Paese;
  • in cambio del prelievo di organi da donatore vivente lo stesso donatore o soggetti terzi ricevano un guadagno finanziario o profitti analoghi dall'atto;
  • in cambio del prelievo di organi da donatore cadavere soggetti terzi ricevano un guadagno finanziario o profitti analoghi dall'atto.

La convenzione prevede anche misure di protezione e risarcimento delle vittime, nonché misure di prevenzione per garantire la trasparenza e l'accesso equo alle pratiche di trapianto. Grazie alla sua portata mondiale la Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri e non membri del Consiglio d'Europa e la Spagna, uno dei Paesi leader nella donazione, ha offerto di ospitare la cerimonia di apertura alla firma entro la fine del 2014. Inoltre la Convenzione criminalizza l'uso, la preparazione, la conservazione, lo stoccaggio, il trasporto, l'importazione e l'esportazione di organi illecitamente prelevati quando siano effettuati a scopo di lucro. Colpisce, quindi, non solo coloro che in prima persona siano coinvolti nell'eventuale traffico illecito, ma anche le figure professionali che, a vario titolo, si prestino a tale pratica illecita.
Contestualmente all'annuncio di adozione della Convenzione, il Comitato dei Ministri ha ribadito la volontà di continuare a sostenere qualsiasi misura di rafforzamento della stessa in un quadro giuridico internazionale, al fine di favorire l'applicazione dei principi in essa contenuti per contribuire alla creazione e al corretto funzionamento di adeguati sistemi di trapianto nel pieno rispetto dei principi fondamentali per la tutela dei diritti umani.

Bibliografia. López-Fraga M, Domínguez-Gil B, Capron AM,et al. A needed Convention against trafficking in human organs. Lancet. 2014; 383 (9936):2187-9.

 

(fonte: www.trapianti.net)

 

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