TRAPIANTO DI CUORE, L'ESERCIZIO FISICO MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA IN LISTA DI ATTESA.

 

 

Per molte persone con insufficienza cardiaca avanzata il trapianto di cuore può essere l'unica speranza di vita. Ma l'attesa di un organo idoneo è spesso una corsa contro il tempo, durante la quale, oltre lo stato della malattia, anche le condizioni psicofisiche giocano un ruolo determinante. I pazienti che rimangono attivi e in buona forma psicofisica possono aumentare notevolmente le loro possibilità di sopravvivere a tale attesa. La conferma giunge dagli psicologi della University of Luxembourg, autori di uno studio condotto in collaborazione con la fondazione Eurotransplant di Leiden.

Circa 15 milioni di persone in Europa e 5,7 milioni negli Stati Uniti soffrono d'insufficienza cardiaca e i pazienti eleggibili al trapianto devono sostenere tempi in lista di attesa sempre più lunghi. Nello studio, pubblicato sulla rivista Health Psychology, i ricercatori hanno esaminato i dati concernenti più di 200 pazienti iscritti nelle liste di attesa europee.
Attraverso un questionario somministrato al momento della valutazione d'idoneità al trapianto, venivano raccolte informazioni riguardanti l'attività fisica, lo stato d'ansia e l'eventuale presenza di sintomi depressivi. In un follow-up mediano di 478 giorni, si registravano 132 eventi rilevanti (46 decessi, 20 impianti di supporti circolatori meccanici, 54 trapianti in urgenza, 12 revoche d'idoneità al trapianto).
I risultati della ricerca evidenziavano che lo svolgimento di una costante attività fisica era significativamente associato a una riduzione del rischio di sperimentare un evento avverso, mentre la sedentarietà e la conseguente depressione aumentavano tale rischio. Tali evidenze venivano confermate anche a seguito di analisi multivariata che prendeva in considerazione ulteriori variabili quali sesso, età, indice di massa corporea e indicatori oggettivi di gravità della malattia.

"Dai risultati emerge chiaramente che i pazienti fisicamente attivi e non depressi hanno maggiori possibilità di sopravvivere al periodo di attesa, indipendentemente dalla gravità della loro malattia. Per paura di sforzare ulteriormente il loro cuore, invece, molti di questi pazienti non svolgono esercizio fisico. Ne conseguono una vita sedentaria, un maggiore isolamento, depressione e un progressivo peggioramento della condizione psicofisica che conducono a una vera e propria spirale verso il basso", spiega Claus Vögele, tra gli autori dello studio. "D'altra parte la paura che l'attività fisica possa nuocere alla cardiopatia è uno stato d'animo comprensibile in questi pazienti".

Gli autori raccomandano la massima attenzione a questa condizione, suggerendo l'utilità di un supporto psicologico per aiutare i pazienti a superare i propri timori e ad aumentare l'attività fisica svolta. Un atteggiamento proattivo aiuta infatti a ridurre i sintomi di depressione accrescendo al contempo la possibilità di sopravvivere nell'attesa di trovare un donatore.

 

Per approfondimenti:
http://trapianti.net/trapiantoe-adesso-sport
http://trapianti.net/protocollo-di-ricerca-trapiantoe-adesso-sport/

 

(fonte: www.trapianti.net)