L'AIDO TORNA IN PIAZZA PER SENSIBILIZZARE SULLA DONAZIONE DEGLI ORGANI.

 

Due giornate, il 5 e 6 ottobre, in diversi luoghi della città. Oltre 8mila i pazienti in lista d'attesa; poco più di 3mila i trapianti effettuati. In piazza anche Stefano D'Orazio, ex batterista dei Pooh.

 

Piazza della Balduina, piazza S. Maria delle Grazie, piazzale Clodio, Policlinico Tor Vergata, parrocchia San Patrizio, viale dei Colli Portuensi. Sono i luoghi romani dove sabato 5 e domenica 6 ottobre si parlerà di donazione di organi, tessuti e cellule, grazie all'Aido, nella XII Giornata nazionale dell'Associazione italiana per la donazione degli organi. I volontari Aido «saranno presenti con banchetti - precisa il presidente nazionale Vincenzo Passarelli - per incontrare i cittadini, dare loro informazioni, raccogliere le dichiarazioni di volontà positiva alla donazione di organi e tessuti». Ma anche per offrire una piantina di Anthurium andreanum, «simbolo di vita».

In sintesi, «due giorni di informazione e di consapevolezza dedicati alla vita», per sensibilizzare su un tema importante e far capire che «il trapianto di organi non è solo la sostituzione della funzione di un organo ma è anche la restituzione della vita alla persona». Della stessa opinione anche Stefano D'Orazio, ex batterista dei Pooh, testimonial della campagna d'informazione Aido. La donazione per D'Orazio «è un gesto facile. Anzi, è il gesto più importante perché la vita può continuare». E "facile" è dichiarare la propria volontà a donare organi, tessuti e cellule: basta compilare un modulo, «presso i banchetti dell'Aido - sottolinea il presidente - oppure presso gli appositi sportelli della Asl, negli uffici anagrafe dei Comuni, nelle sedi dell'Aido». La dichiarazione depositata è poi registrata e consultabile attraverso il sistema informativo trapianti (Sit), che «raccoglie più di un milione di donatori che negli anni hanno espresso la loro disponibilità alla donazione».

L'iniziativa, alla sua dodicesima edizione, «rientra nel quadro delle numerose attività informative che l'Aido porta avanti da 40 anni». L'obiettivo, precisa Passerelli: «Creare informazione sulla donazione in un periodo dell'anno in cui se ne parla poco». E raccogliere liberamente dei fondi «da reinvestire in informazione e ricerca indirizzata all'utilizzo di organi che in passato non venivano usati». Un esempio? Il progetto ADONHERS (Aged DONor HEart Rescue by Stress Echo), grazie al quale «si sono allargati i criteri di valutazione dell'età limite per la donazione del cuore». Cioè oggi «anche i cuori di pazienti oltre i 55 anni, se superano i test, possono essere eleggibili alla donazione».

Nel corso degli anni, informa ancora il presidente, «sono aumentate le donazioni e i trapianti e quindi si sono salvate molte vite. è migliorata la qualità, si sono bloccati i trapianti all'estero. Ma tutto questo non basta. C'è ancora bisogno di disponibilità di organi nel nostro Paese. I pazienti in lista di attesa sono oltre 8mila e i trapianti effettuati poco più di 3mila. Solo 1 persona su 3 riesce a vincere la sua battaglia e ritorna alla vita normale». Per questo Aido continua a dare il suo contributo al fianco delle istituzioni, fornendo informazione e testimonianze. Anche grazie a un testimonial come Stefano D'Orazio, ospite in questi giorni di radio e tv per parlare di questa particolare donazione. Sabato 5 e domenica 6 ottobre poi passerà in alcune piazze. «Per dare un'occhiata - spiega - e per capire qual è l'atteggiamento dei curiosi, perché sono sicuro che molti si avvicineranno ai banchetti per capire cosa potrà essere di noi quando non ci saremo più».

 

(fonte: Romasette.it)