CENTRO TRAPIANTI DI RENI INTERAZIENDALE SAN CAMILLO-SPALLANZANI: MORTI SOSPETTE. APERTA UNA INCHIESTA DELLA REGIONE LAZIO.

 

 

Undici pazienti con infezioni post-trapianto di rene, di cui 3 morti, in 18 mesi. Sono i numeri che hanno fatto scattare un campanello d'allarme all'ospedale Spallanzani di Roma. Sull'insolita concentrazione di casi «è subito scattata una segnalazione e sono partite tutte le verifiche». A spiegarlo è Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt). Prima di tutto è stato avviato un audit con gli esperti del Cnt e del centro regionale trapianti. «E la Regione Lazio, dopo il nostro audit, ha deciso di avviare due commissioni, una di esperti scelti dalla Presidenza e una dell'Asl (RMD?) - chiarisce Nanni Costa - Attendiamo a breve i risultati». Si cerca di far luce sulle cause delle infezioni per accertare in particolare se il batterio responsabile sia la Klebsiella. «è un tema delicato non solo per Roma - precisa l'esperto - E qui il problema è stato affrontato con grande serietà e sensibilità. Esattamente come andava affrontato».

TRAPIANTO DI RENE - «La Klebsiella è un batterio normalmente presente nell'uomo. Per questo è diffuso praticamente in tutte le rianimazioni, sale operatorie e reparti di degenza d'Italia. Quando genera infezione è difficile da controllare per via dell'antibiotico-resistenza. Ma le infezioni non sono comuni nei trapiantati, che sono esposti ma non sono gli unici soggetti a rischio». A spiegarlo è Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti. L'esperto non entra nel dettaglio dei casi di infezioni (di cui 3 hanno avuto come esito la morte dei pazienti) sospette riscontrate all'ospedale Spallanzani di Roma negli ultimi 18 mesi su persone che avevano subito un trapianto di rene. Una situazione su cui adesso sono in corso verifiche da parte di una commissione della Regione Lazio e una dell'Asl.
«Facendo un discorso generale - tiene a precisare Nanni Costa - si può dire che è molto difficile che un paziente si infetti con la Klebsiella. Complessivamente è un evento raro. Ma è un fenomeno possibile. Tanto che noi abbiamo un progetto nazionale e stiamo seguendo il problema con attenzione da più di un anno. Lo abbiamo studiato sulle donazioni e ora anche sui trapianti. Siamo sensibili al tema. è delicato non solo per Roma. Ed è conosciuto. Qualche tempo fa è stato al centro di un accordo Stato-Regioni sulle norme di prevenzione». A questo proposito Nanni Costa precisa anche che «quello romano, se confermato, non è il primo cluster (grappolo) in cui ci siamo imbattuti». I precedenti in Italia ci sono. «Il batterio ha molte vie di diffusione, a volte lo portano addosso i pazienti stessi», conclude.

Raggiunto da alcuni giornalisti già nella giornata di sabato 20 luglio, Nanni Costa dà la conferma "ufficiale" a gran parte di quanto riportato nell'articolo di Repubblica. Conferma, senza entrare nel merito, l'inchiesta in atto con la costituzione di due commissioni dalle quali si aspetta presto i risultati. Riportiamo le dichiarazioni dal Corriere.it/Roma. Ma restiamo nella attesa dei documenti ufficiali.

Con un articolo di Flaminia Savelli il quotidiano Repubblica, nella cronaca di Roma, riporta la notizia di 3 morti sospette e 11 contagiati dopo il trapianto di rene, al centro trapianti del S. Camillo - Spallanzani. La giornalista ci sembra ben informata dei fatti, pertanto chiediamo che la Regione Lazio, il Centro Regionale Trapianti ed il Centro Nazionale Trapianti diano al più presto delle informazioni ufficiali su: quanto sta accadendo, su quanto messo in opera per prevenire ulteriori infezioni, sul mandato della commissione d'inchiesta riportata nell'articolo per l'accertamento dei fatti e la ricerca delle responsabilità, e soprattutto, se l'attività di trapianto è sospesa, come si suppone essendoci una inchiesta in atto, come vengono garantite le persone in lista di attesa nell'eventualità di un organo compatibile. L'Associazione Malati di Reni, nell'esprimere cordoglio alle famiglie delle persone decedute, è preoccupata per le possibili conseguenze di quanto accaduto, sulla perdita di fiducia da parte delle persone in dialisi di effettuare il trapianto sulla messa in discussione dell'integrità del sistema regionale trapianti.

(fonti: Repubblica e Corriere della Sera, articoli ripresi da www.malatidireni.it/news.htm)