TRAPIANTI DI CUORE, DONATORI TROPPO VECCHI: SI PUNTA AL BIONICO. IN CALO IL NUMERO DEGLI INTERVENTI.

 

Gli esperti della Società per la qualità dei trapianti riuniti a Firenze. Diminuiscono i trapianti tradizionali ma si apre la frontiera dei cuori bionici

 

"Mancano cuori da trapiantare a causa dell'elevata età dei potenziali donatori". È quanto affermato dagli esperti riuniti a Firenze nel congresso Sisqt, la società per la qualità dei trapianti, che hanno lamentato il calo di interventi in Italia, nell'ultimo triennio: prima la media era di 350 trapianti di cuore l'anno.

Alternativa sempre più concreta però pare la frontiera dei 'cuori bionici'. "Nei pazienti con problemi seri e in lista da tempo - ha detto il dottor Massimo Maccherini, direttore del Centro trapianti di cuore dell'Azienda ospedaliera senese - entra in gioco l'approccio tecnologico temporaneo o definitivo con un ventricolo (Vad) oppure il vero e proprio cuore artificiale. I costi sono elevati: solo l'apparecchio costa dai 75 ai 95 mila euro ma, nel caso della terapia definitiva, sono sovrapponibili a quelli di un trapianto cardiaco tradizionale".

Attualmente sono due i pazienti italiani che stanno tagliando il traguardo dei 4 anni dall'intervento ma, a livello internazionale, c'è chi ha superato gli 8 anni. In Toscana il modello usato è il Jarvik 2000, che sembra dare anche un'ottima qualità della vita, con la pila che lo alimenta semplicemente tenuta in tasca e collegata a un cavetto dietro l'orecchio.

Per quanto riguarda gli interventi 'tradizionali', "Tra Europa e Usa vengono effettuati non più di 5000 trapianti l'anno - ricorda Maccherini -, ma lo scompenso cardiaco uccide oltre 1000 persone l'anno solo in Europa con oltre 2 milioni di nuove diagnosi".

La Toscana è capolista nelle donazioni con 30 donatori per milione di abitanti. Questo "grazie all'adozione del modello spagnolo del dott. Matesanz - spiega il professor Franco Filipponi, presidente della Sisqt - l'ospedale di Careggi a Firenze fa da 'hub telematico' ricevendo informazioni da tutte le rianimazioni della regione sulla presenza di possibili donatori".

Toscana ed Emilia Romagna hanno anche avviato un protocollo di valutazione dei cuori cosiddetti 'marginali', cioè con dei problemi teorici come l'età o la contrattilità. Con un test ecocardiografico chiamato Adonhers, è stato possibile recuperare un 10% dei donatori, garantendo comunque la bontà dell'organo.

13 febbraio 2013

 

Fonte: La Nazione. Firenze, 11 aprile 2013