TRAPIANTI, AL SAN CAMILLO - FORLANINI MANCA IL COORDINATORE OSPEDALIERO

 

La denuncia di 3 associazioni circa la mancata nomina e le "gravi ripercussioni sull'attività di segnalazione dei potenziali donatori". Il direttore generale Morrone rassicura: a giorni coordinatore e vice coordinatore

 

Da sette mesi l'azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini è senza un responsabile del Coordinamento locale per la donazione di organi "con gravi ripercussioni sull'attività di segnalazione dei potenziali donatori con un possibile mancato incremento di segnalazioni rispetto agli anni precedenti". è quanto lamentano Acti Roma (Associazione cardio trapiantati italiani), l'Associazione malati di reni e Prometeo 3 in una lettera inviata al direttore generale di uno dei più importanti centri per trapianti del Lazio, Aldo Morrone.

La nomina del coordinatore, spiegano le associazioni, è prevista dalla legge 91/99, ma nonostante un bando promosso dalla direzione generale del San Camillo-Forlanini e scaduto il 21 dicembre scorso, la commissione non ha ancora designato il prescelto. Una "situazione incresciosa" che ha spinto le tre associazioni ad annunciare l'intenzione di "percorrere ogni iniziativa atta a eliminare il grave problema ivi compresa quella di inoltrare esposto alla Procura della Repubblica di Roma per accertare eventuali violazioni o responsabilità ove dovesse perdurare tale incresciosa situazione".

Per Tonino Badaracchi, trapiantato e presidente di Acti Roma, "con la mancata nomina potenzialmente si perdono dei donatori, con gravi ripercussioni nei confronti di coloro che sono in lista d'attesa. La nomina è indispensabile al fine di ampliare il numero di donazioni". Tuttavia, ha aggiunto lo stesso Badaracchi, donazioni e prelievi non hanno subito arresti, anche se i numeri mostrano una lieve diminuzione rispetto al passato. Per Aldo Morrone, nessun ritardo nella nomina del coordinatore che verrà annunciato nei prossimi giorni. "La commissione deciderà le graduatorie e avremo una persona dedicata, ma nel frattempo le donazioni non si sono fermate - ha precisato Morrone -. La prossima settimana nomineremo ufficialmente non soltanto il coordinatore ma anche un vice coordinatore".

Per il direttore generale, però, sul tema delle donazioni servono interventi di sensibilizzazione più ampi e un maggiore coordinamento tra le diverse strutture presenti sul territorio. "Più che un problema tecnico, dobbiamo lavorare sul problema culturale - ha aggiunto -. Con i cinque centri presenti sul territorio abbiamo fatto degli incontri periodici per tentare di ridurre i costi e migliorare l'efficienza, ma quel che occorre è soprattutto una campagna informativa regionale o nazionale su queste tematiche".

5 febbraio 2013

 

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La lettera inviata dalle associazioni (PDF: 114 Kb)